Cecità

Cecità

José Saramago
Cecità

Torino, Einaudi, 2005

Prezzo: 11.00 €

Un libro molto crudo, duro, allegorico (come spiega lo stesso autore: http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=14). Ma bello. Uno di quei libri che fa riflettere sulla condizione umana.

Il titolo originale è “Ensaio sobre a Cegueira”, Saggio sulla cecità. E già il titolo è una scelta specifica dell’autore, per comunicare al lettore che ciò che sta per leggere non è un semplice romanzo, ma un “saggio”, appunto, una riflessione e non un semplice racconto.

**Attenzione: di seguito viene rivelata, in parte, la trama dell’opera.**

In una città senza nome, un automobilista senza nome, fermo al semaforo, perde improvvisamente la vista. Ma è una cecità diversa, lattiginosa, bianca. Questa malattia in brevissimo tempo si diffonde e contagia tutto il Paese.

I contagiati vengono rinchiusi in un ex manicomio e abbandonati a se stessi: solo il cibo viene loro portato dall’esterno da guardie armate, pronte a sparare a chiunque si avvicini loro.
Le condizioni di vita dei ciechi diventano sempre più simili a quelle degli animali e in questa situazione, ogni personaggio (rigorosamente senza nome, perchè non ha più senso avere un nome se si è privati di ogni identità e dignità umana) lotta per la sopravvivenza e libera uno spirito bestiale che la civiltà normalmente placa.

Il compito di guidare queste persone malate se lo assumerà “la moglie del primo cieco”, che inspiegabilmente non ha perso la vista e che sarà quindi l’unica a rendersi realmente conto degli orrori che stanno accadendo e che ce ne rende partecipi.

La cecità di cui parla l’autore è un’accusa nei confronti della società in cui viviamo di non voler vedere, di non volere confrontarsi con gli orrori che ci passano davanti al naso. “[]Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che vedono. Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Saramago afferma che La cecità di cui parlo in questo libro in realtà non esiste, è metaforica. A me interessano gli uomini che si comportano da ciechi. Volevo raccontare la difficoltà che abbiamo a comportarci come esseri razionali, collocando un gruppo umano in una situazione di crisi assoluta. La privazione della vista è in un certo senso la privazione della ragione []. Quello che racconto in questo libro sta succedendo in qualunque parte del mondo in questo momento”.

Lo consiglio.

Cecitàultima modifica: 2008-02-28T18:40:00+01:00da il_cercat0re
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