Il codice da Vinci

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Dan Brown
Il Codice da Vinci


Milano, Mondadori, 2003

Prezzo € 18,60

La recensione migliore che è stata fatta di questo libro è racchiusa nella dedica degli amici che me l’hanno regalato: “E soprattutto… terra“. Che non sono altro che le prime e le ultime parole del volume.

Sul libro è stato detto davvero di tutto e di più, sono addirittura stati scritti dei libri che ne commentano o ne criticano i contenuti. Il mio commento in proposito è: tanto rumore per nulla!
E’ un romanzo! R-O-M-A-N-Z-O, quindi non parla di verità assolute, di dogmi, del fine ultimo della vita, ma di storie inventate, che possono anche essere verosimili, ma restano invenzioni.

Oltre queste problematiche, per me resta un bel libro, un thriller interessante, che forse si perde un pò nel finale, ma ti lascia una gran voglia di approfondire certe tematiche e capire appunto, possibilmente con la propria testa, quanto c’è di vero e quanto no.

Lo stile è molto scorrevole e colloquiale, per cui si finisce in un lampo.
L’argomento fa senz’altro molto presa, in quanto inscena una caccia al Santo Graal (tema che ha fatto la fortuna di centinaia di libri prima di questo), attraverso l’interpretazione di simboli e indizi lasciati nel corso dei secoli dai cavalieri templari e dal Priorato di Sion. E’ un viaggio nella “storia”, nelle religioni, tra le opere d’arte e i monumenti più famosi alla scoperta del calice che raccolse il sangue di Gesù. Ma siamo sicuri che il calice fosse proprio un calice?

Tra i romanzi di Dan Brown per me resta il più coinvolgente.

Il codice da Vinciultima modifica: 2008-02-26T18:45:00+01:00da il_cercat0re
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4 pensieri su “Il codice da Vinci

  1. del libro mi è piaciuto soprattutto il cpaovolgimento del potere, dal maschile a l femminile, anche nel sacro…ma condivido con te che anche in questo caso non è stata rivelata una grossa verità!!!
    Sconsiglio fortemente di leggere anche i volumi successivi dell’autori (Angeli e demoni – La verità del ghiaccio): stesso stile, stessa velleità di rivelazione, stessa …. insomma Dan Brown non è certo un autore che si rinnova!!!
    …e non voglio nemmeno parlare della trasposizione hollywodiana del libro…

  2. Con un pizzico di presuzione mi presento come uno degli autori della dedica. Grazie per averla definita la recensione migliore.
    Sono d’accordo con il commento sulla perdita di mordente nel finale (e anche di fantasia che tanto bene era stata espressa nelle pagine precedenti). E mi permetto anche di definire elementari alcuni anagrammi, o comunque ripetitivo l’uso che l’autore ne fa per la scoperta di indizi… poteva anche inventarsi altro….
    Ma nonostante questo non riuscivo ad interrompere la lettura per nessun motivo e forse è proprio questo lo scopo di un libro o no?

  3. Brava Giorgia! Hai espresso proprio il mio parametro per giudicare un libro… Lascio le considerazioni colte e stilistiche ai critici letterari. Se un libro mi conquista e non posso smettere di leggere, semplicemente è un bel libro! Aldilà di inesattezze storiche o contraddizioni. Chi l’ha scritto sa narrare e conquistare il lettore, questo è il fine principale…

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