Io sono una lettrice

Io sono una lettrice.

Non sono una lettrice colta, che legge solo saggi di autorevoli personaggi, nè una a cui piacciono solo i libri leggeri. Non leggo solo classici, nè solo autori moderni.

Io leggo, punto.

Tutto.

Se sono in crisi d’astinenza, posso leggere e rileggere anche le istruzioni per cuocere la pasta (“Mettere in acqua bollente e precedentemente salata. Cuocere per 12/13 minuti”). E non sapete quanto si possa imparare dalla lettura di un pacchetto di caramelle…

L’importante è avere qualcosa da leggere. E questo è stato il mio imperativo fin da quando ho imparato a riconoscere le lettere all’asilo (si lo so, sono stata precoce, ma ho una mamma maestra!) e mi arrangiavo a leggere almeno le insegne dei negozi per la strada. La leggenda racconta che una sola parola imparai a conoscere ancora prima di imparare quali lettere la componessero: PIZZERIA (ma questa è un’altra storia… che rimanda peraltro all’altro mio blog mangiaebevi.myblog.it).

Quindi il succo del discorso è: non aspettatevi da questo blog delle recensioni letterarie di un certo livello, nè critiche consapevoli dei diversi stili letterari. Semplicemente, voglio parlarvi dei libri che ho letto e che mi sono piaciuti, oppure no (vi risparmio una recensione sulle scritte della busta della spesa che ho qui davanti…).

Vediamo che ne viene fuori. Semmai a nessuno piacesse, almeno potrò rileggermi io!

Io sono una lettriceultima modifica: 2008-02-25T16:20:00+01:00da il_cercat0re
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2 pensieri su “Io sono una lettrice

  1. Brava Paola, sei una vera lettrice!

    Sei non l’hai già letto, ti consiglio un bel volumetto, che mi sembra appropriato: “Del piacere di leggere” di Marcel Proust.

    Ti saluto con un breve estratto del libro: “la lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ognuno di noi, nel ricevere un pensiero in solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali”.

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